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percorsolaterale
non si tratta di pensare di più, ma di pensare diversamente.


Diario


16 gennaio 2012

Questo è il messaggio zero.


Questo è il primo giorno di scuola: lacartella nuova, la mano sudata dentro quella di mio padre, la suabarba a cui vorrei attaccarmi e non staccarmi mai, il cuore che bussafino a dentro le orecchie e la voglia di scappare lungo il vialealberato.

Ma poi si sa, a scuola bisogna andarcie finisce che ti piace anche.

Sono diventato grande, o per lo menopiu grande,

e questo è quello che ci dobbiamo.

Io non ho più paura delle Maestre.

E le macchie che ci sono sul miogrembiule non le nascondo più.

Tu indossi una pelliccia e degliocchiali che forse fanno ridere.

Io niente. Sono nudo, vestito di troppacarne.

Questo è il messaggio zero.

Questo è il primo giorno di scuola esi fanno promesse che non verranno mantenute (come piace a te).



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17 novembre 2010

soffia forte.

quando ti chiedo se dormi e mi rispondi di si.
quando piove e con la macchina passo sulle pozzanghere.
quando non dici niente e corri ad infilarti tra le mie braccia.
quando mi guardo allo specchio e mi sento bello.
quando mi sveglio a primavera e mi ricordo che è primavera.
quando bevo l'ultimo bicchiere, prima dell'ultimo.




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13 luglio 2010

il caimano, che non c'è.

non so quanto possa essere in grado di descrivere come mi sento.
certo io non sono nè un cantante, nè un musicista, nè tanto meno un pittore.
non ho molti strumenti per comunicare i miei stati d'animo.
una volta avevo i pugni, adesso neanche più quelli.
sono costretto, tutti i giorni, a resipare la mia solitudine.
le cause sono molteplici a volte banali, perchè scaturite dalla quotidianeità più spontanea e meno raffinata.
non sono certo la persona alla quale i vicini appellerebbero l'aggettivo "sola" ma ciò nonostante ho ragione di vedermi sentirmi e accettarmi tale.
forse sarebbe il caso di entrare nel merito ma non sono così sicuro di volerlo fare.
mi limito a trascrivere un messaggio che mia mamma ha scritto: adesso capisci perchè non parlo con nessuno, porta pazienza.
e io porto pazienza.
ma non sono così sicuro di volerlo fare.
a volte sono felice e hai ragione tu, ricordandomi che maledirò quei momenti con tutta la voce che mi rimane.
il rapporto più sincero che ho è quello con il mio terapeuta.
questo mi nobilita, mi avvilisce e mi fa sentire come il personaggio di un film di nanni moretti.
e sentendomi sempre estasiato dalle conclusioni che traggo, ho ragione di credere in me stesso.
allo stesso tempo, la mentalità del giovane imprenditore (che mi sta tra le altre cose sul cazzo), mi fa pensare al perchè questo potenziale non possa essere sfruttato.
poi, mi rispondo che tutto ha un prezzo che va pagato.
con o senza mastercard.




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1 luglio 2010

il gelo nella neve.

la mia maglietta rossa, non fa di me un innocente, tanto meno un rivoluzionario.
la mia bicicletta nuova non va veloce, ma è, bellissima.
i miei occhiali da sole mi proteggono, ma non mi fanno capire di che colore sia il cielo.
così, quando sta per piovere, me ne accorgo sempre toppo tardi.
troppo tardi, per sperare.
troppo tardi, per cambiare.
vivere, è un'impresa.
non è che ti alzi al mattino e hai risolto il problema.
puoi nasconderti tra le mie braccia, ma questo non basterà per matterti al riparo.
perchè tu, vuoi i colori.
e l'amore, no.
non lo puoi confondere.

stai attenta, a te.




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31 maggio 2010

emozione da poco.

sono annegato nell'ideologia fino a ventitre anni, circa.
poi mi sono disilluso.
e ho scoperto che non ero poi così bravo a cambiare le persone.
poi mi sono disilluso.
perchè il mondo non va mai dove vuoi tu. il mondo va per cazzi suoi.
hai lasciato questa stanza senza commentarla.

hai versato lacrime sulla mia spalla.

hai lasciato.

tracce profonde sui finestrini che riflettono la mia immagine.

continua a guardare il tuo desiderio.
è meno noioso di quel che pensi.
adesso siamo pronti al peggio.
e il peggio deve ancora arrivare.




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5 aprile 2010

muovo le ali di nuovo.

supponi, che io sia diverso.
lasci, il tavolo apparecchiato per il tuo prossimo ospite.
mi guidi, nella notte con fragore.
viviamo, nell'inganno di domani.
brindiamo, a favole dai bordi consumati.
ascoltiamo, musica che non fa ballare.
balliamo, immagini sfocate.
non fumiamo, neanche una sigaretta.
eppure, ci atteggiamo come se lo facessimo.
lasciamo, luci accese nella notte che non ha stelle.

scusa se metto la camicia, il mondo è un appuntamento troppo importante.




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18 gennaio 2010

le parole giuste.

mi manca aspettare che arrivi il momento di vederla.
mi manca tornare a casa e guidare con lei a fianco che dorme.
mi manca la sua carezza mentre guido pensado ad altro.
mi manca la sorpresa del suo sorriso inaspettato.
mi manca il buongiorno. detto da vicino.
mi manca la buona notte, dopo aver fatto l'amore.
mi manca il calore del suo viso appogiato sul mio petto.
no, l'amore non mi manca.
non sono più capace di lasciarmi amare. ecco cosa mi manca.




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4 gennaio 2010

fino a prova contraria.

perso, nei tuoi occhi, disegno con il respiro le tue forme.
decido, di ascoltare il tuo tremore per poi perdermici senza via di fuga.
attendo che la luce ti possa accarezzare, ma solo dopo che l'ho già fatto io.
vorrei sussurrati cento parole, ma cento poi son poche.
e tu non ci sei più.
perchè fai l'errore, grosso, di ascoltare il tuo cuore.
senza curarti dei tuoi piedi.
in ginocchio, il mondo sembra più grande.
tu no, rimani come me.







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30 novembre 2009

fragilissimi sospiri.

voglio, che i tuoi passi precedano i miei.
fingo, di non avere ancora perso.
allungo, le mie braccia verso il muro.
giudico, chi è uguale a me.
pretendo, i tuoi sorrisi,
anche quando non li merito.
amo, questa nevrosi.
uccido, i miei eroi.
trascino, il mio corpo il più lontano da te.
avvolgo, estranei con il mio affetto.
odio, il vostro giudizio.
ma lo condivido.
aspetto, che torni l'estate.
affondo, in lacrime invisibili.
infilo, le mani in tasca.
indosso, parole rubate.
annuso, l'aria che respiro.
invoco, la mia rivoluzione.
proteggo, il mio cuore,
con involucri di carta stagnola.
fumo, l'ultima sigaretta,
ogni giorno.
ricevo, falsa comprensione.
rincorro, segmenti distratti.
accuso, le lacrime che provoco.
provoco, le lacrime di chi accuso.
sento, svariati bisogni.
finisco, perchè l'importante,
è finire.




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29 giugno 2009

siamo orfani ormai..

potrei raccontarvi di una storia.
di quando è iniziata questa storia.
la nostra storia.
era tempo in cui si perdeva tempo a scrivere porchemadonne sulle panchine firmandosi "così sia".
era un tempo in cui ascoltare il reagge di bob marley era, per noi, la massima espressione della nostra rivoluzione.
poi, simao cresciuti, o almeno ci abbiamo provato..tenendo botta fino alla caduta.
ci siamo trovati ad un punto della strada, notoriamente in salita.
un po' perchè non ci è mai stato chiaro cosa volesse dire innamorarsi o per lo meno non abbiamo mai avuto il coraggio di accettare i compromessi dell'amore, pretendendo di capirlo.
abbiamo spesso giocato a fare i grandi, perchè forse, anche piccoli, grandi lo siamo sempre stati.
qualcosa ci portava a bere, altro a fumare,altro ancora ad imparare canzoni a memoria per poi tirarle fuori come granchi da un cilindro bucato.
c'è qualcosa, molto distante da entrambi che ci tiene stretti come fossimo abbracciati.
qualcosa che somiglia al mare, ma non ha onde e non fa la schiuma:un cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino.
io so il nome della ragazza a lui più cara e lui sa il nome della mia, ma non credo sappia il mio perchè l'ha reinventato.
lui mi chiama nutless, così come faccio io.
siamo nutless&nutless.
ma nessuno ci riconosce e nessuno ci confonde.
noi ci chiediamo cosa faremo della nostra anima, lui mi fa delle domande e io gli do delle risposte.
ciò che importa naturalmente, non sono le risposte, ma l'assenza di altre domande.
conosco un tono di blu, che scioglie lacrime e pene.
è quello di quel cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino.
non c'è nulla di inutile e nulla in più.
grazie nut.
ti amo.





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7 aprile 2009

spegni tutte le luci accese.

correre dietro ad un viaggio è anche fin troppo semplice.
lasciarsi andare ad un viaggio no.
tutt'altro.
lasciare che il vino si impossessi delle mie parole è fin troppo semplice.
guardarti fisso negli occhi no.
tutt'altro.
lasciare che tu svanisca dietro quell'angolo è doloroso quasi quanto il gusto che quel vino lascerà nel mio stomaco la mattina seguente.
perchè io ci provo a prendere il volo..plano su una bicicletta ai bordi di una città che non è la mia..ma che potrebbe diventarlo.
assecondo sorrisi beffardi in nome dello spirito di adattamento.
ma io mi preservo, io lascio che voi mi crediate diverso, mi crediate cambiato e forse anche un po' cattivo.
ma io non sono nulla di tutto questo.
i sogni sono cattivi e reali, come te ..che non sei più una bambina.
infatti è stupido pensare che tu possa credere ancora alle favole.
le mie.




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23 marzo 2009

eri così carino..eri così carino..


cerco, fuori dalla finestra, un luogo dove le ombre non si spezzino.
cerco all'interno di questa stanza, un angolo dove dar conforto al mio corpo.
aiuto il cielo a trovare il punto più alto per iscriverci il tuo nome.
gli sussurro che è già primavera.
rimbalzo sui ritmi di musica incalzante e paranoica.
ma è questo quello che sono.
braccia aperte e collo teso, aspettando che il mondo mi si schianti addosso.
se tu ti proponessi di recitare me...
se tu ti proponessi.
sorretti da fragili desideri..abbiamo bisogno di parole.
perchè ascoltare e facile, ma rispondere no.
e io..io perdo i confini della mia lucidità..
non perchè sei musa.
perchè sei troia.




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14 marzo 2009

shabidubidu...

ho un amico, che mi ha aiutato a ritrovare l'ispirazione.
mi ha ricordato cosa aiuta nella vita.
un treno.
un treno in ritardo.
il caldo.
la moretti.
la moretti da 66.
il freddo.
la spiaggia di bovalino.
bovalino.
un amico lontano.
la boxe.
la botte tra amici.
le botte prese.
le botte date.
un negroni.
due negroni.
tre negroni.
le donne.
i loro sorrisi inaspettati.
i miei sorrisi inaspettati.
imparare una canzone e cantarla suonando una chitarra.
ubriacarsi con due amici.
poi con tre.
la palestra.
il drum.
le 4 e mezzo del mattino.
le mie cuffie.
la musica.
tutta la musica.
il dialetto.
e tu, tu mi aiuti.

tutto questo aiuta, ne sono certo.
ma arriva un giorno in cui sei costretto a scriverti quello che ti aiuta.
e poi rileggerti tutto. almeno mille volte.
per piangere, piangere tanto e come un bambino perso al supermercato.
piangere sulle note di what a wonderfull world...e penso dentro di me...che bellezza che è..
...si penso dentro di me...




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12 febbraio 2009

solo un passo avanti.

raggiungo picchi di tristezza pari all'illusione della mia felicità.
ho escogitato un metodo per tradire e non morire, cosa che presto, lo so, mi porterà a morire.
potrebbe essere il mio lavoro.
e tu mi aspetteresti nella penombra, ricordandomi che domani anche questo incubo passerà o che domani potrà essere il mio giorno fortunato.
avvolto nel fumo della mia sigarette, ti guarderei con amore e saprò che non sarà come dici tu..
ma ciò nonostante, sentendo il tuo risveglio, io prenderò coscienza che quel che affermavi la sera prima corrisponde a verità.
verità negata solo dalle stelle che non cadono mai, se non lontane da qui.
fai presto..io non resisto.




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1 febbraio 2009

sotto un cileo nero.

come un rapace.
su te.
dalla sua roccia.
artiglierò la via dei tuoi affetti e rimarrai impressa e attonita, un giorno o l'altro.
sai cosa m'aspetta.
la stessa meraviglia di un pugnoin faccia venuto per necessità a svelare la sua verità.

io sono quello che non ti aspettavi, ma che aspettavi.




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è che s'impara la bellezza e la bellezza e dappertutto.
è che si torna alla terra come si torna all'amore non per la nostalgia dei bei tempi andati ma perchè ogni tempo è pieno, è generoso...e specialmente...questo.
s'impara che dopo la notte c'è un giorno che ti attende ma che la notte è necessaria così come nell'alternarsi di sole e pioggia, inspirazione espirazione. s'imparano cose semplici, elementari ceh forse abbiamo solo dimenticato ma s'impara a riconoscerle finalmente, arrendendosi all'evidenza dell'essenziale..
l'angooscia svapora..lo zero e l'intero..e adesso ho bisogno di abbracciarti, di ridere, ho bisogno di attendere ai mille impegni presi, agli amici, ma HO anche bisogno di dormire sono un po' stanco credimi, ora mi devo riposare perchè anche il sonno è vita..anche l'abbandono mi pare...è un luogo dove stare..
m'ìmporta di niente..di un niente dolcissimo..


Solo a quest’ora di notte mi viene in mente che la tua faccia risponde ad una geometria particolare e ne ho così chiara negli occhi la costruzione che disegnarla sarebbe un gioco da ragazzi, domani avrò già dimenticato queste meravigliose intuizioni.


Dormi, dormi, dormi dormi almeno tu che puoi dormire. Io penso a te, tu non pensare a me. Tu pensa ad un cavallino d'argento, tu pensa ad un trenino che con i fari accesi ti diverte, tu pensa ad una mano che t'accarezza. Io penso a te, tu non pensare a me.

 

 

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