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percorsolaterale
non si tratta di pensare di più, ma di pensare diversamente.


Diario


29 giugno 2009

siamo orfani ormai..

potrei raccontarvi di una storia.
di quando è iniziata questa storia.
la nostra storia.
era tempo in cui si perdeva tempo a scrivere porchemadonne sulle panchine firmandosi "così sia".
era un tempo in cui ascoltare il reagge di bob marley era, per noi, la massima espressione della nostra rivoluzione.
poi, simao cresciuti, o almeno ci abbiamo provato..tenendo botta fino alla caduta.
ci siamo trovati ad un punto della strada, notoriamente in salita.
un po' perchè non ci è mai stato chiaro cosa volesse dire innamorarsi o per lo meno non abbiamo mai avuto il coraggio di accettare i compromessi dell'amore, pretendendo di capirlo.
abbiamo spesso giocato a fare i grandi, perchè forse, anche piccoli, grandi lo siamo sempre stati.
qualcosa ci portava a bere, altro a fumare,altro ancora ad imparare canzoni a memoria per poi tirarle fuori come granchi da un cilindro bucato.
c'è qualcosa, molto distante da entrambi che ci tiene stretti come fossimo abbracciati.
qualcosa che somiglia al mare, ma non ha onde e non fa la schiuma:un cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino.
io so il nome della ragazza a lui più cara e lui sa il nome della mia, ma non credo sappia il mio perchè l'ha reinventato.
lui mi chiama nutless, così come faccio io.
siamo nutless&nutless.
ma nessuno ci riconosce e nessuno ci confonde.
noi ci chiediamo cosa faremo della nostra anima, lui mi fa delle domande e io gli do delle risposte.
ciò che importa naturalmente, non sono le risposte, ma l'assenza di altre domande.
conosco un tono di blu, che scioglie lacrime e pene.
è quello di quel cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino.
non c'è nulla di inutile e nulla in più.
grazie nut.
ti amo.





permalink | inviato da percorsolaterale il 29/6/2009 alle 19:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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s'impara che dopo la notte c'è un giorno che ti attende ma che la notte è necessaria così come nell'alternarsi di sole e pioggia, inspirazione espirazione. s'imparano cose semplici, elementari ceh forse abbiamo solo dimenticato ma s'impara a riconoscerle finalmente, arrendendosi all'evidenza dell'essenziale..
l'angooscia svapora..lo zero e l'intero..e adesso ho bisogno di abbracciarti, di ridere, ho bisogno di attendere ai mille impegni presi, agli amici, ma HO anche bisogno di dormire sono un po' stanco credimi, ora mi devo riposare perchè anche il sonno è vita..anche l'abbandono mi pare...è un luogo dove stare..
m'ìmporta di niente..di un niente dolcissimo..


Solo a quest’ora di notte mi viene in mente che la tua faccia risponde ad una geometria particolare e ne ho così chiara negli occhi la costruzione che disegnarla sarebbe un gioco da ragazzi, domani avrò già dimenticato queste meravigliose intuizioni.


Dormi, dormi, dormi dormi almeno tu che puoi dormire. Io penso a te, tu non pensare a me. Tu pensa ad un cavallino d'argento, tu pensa ad un trenino che con i fari accesi ti diverte, tu pensa ad una mano che t'accarezza. Io penso a te, tu non pensare a me.

 

 

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