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siamo orfani ormai..

potrei raccontarvi di una storia.
di quando è iniziata questa storia.
la nostra storia.
era tempo in cui si perdeva tempo a scrivere porchemadonne sulle panchine firmandosi "così sia".
era un tempo in cui ascoltare il reagge di bob marley era, per noi, la massima espressione della nostra rivoluzione.
poi, simao cresciuti, o almeno ci abbiamo provato..tenendo botta fino alla caduta.
ci siamo trovati ad un punto della strada, notoriamente in salita.
un po' perchè non ci è mai stato chiaro cosa volesse dire innamorarsi o per lo meno non abbiamo mai avuto il coraggio di accettare i compromessi dell'amore, pretendendo di capirlo.
abbiamo spesso giocato a fare i grandi, perchè forse, anche piccoli, grandi lo siamo sempre stati.
qualcosa ci portava a bere, altro a fumare,altro ancora ad imparare canzoni a memoria per poi tirarle fuori come granchi da un cilindro bucato.
c'è qualcosa, molto distante da entrambi che ci tiene stretti come fossimo abbracciati.
qualcosa che somiglia al mare, ma non ha onde e non fa la schiuma:un cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino.
io so il nome della ragazza a lui più cara e lui sa il nome della mia, ma non credo sappia il mio perchè l'ha reinventato.
lui mi chiama nutless, così come faccio io.
siamo nutless&nutless.
ma nessuno ci riconosce e nessuno ci confonde.
noi ci chiediamo cosa faremo della nostra anima, lui mi fa delle domande e io gli do delle risposte.
ciò che importa naturalmente, non sono le risposte, ma l'assenza di altre domande.
conosco un tono di blu, che scioglie lacrime e pene.
è quello di quel cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino.
non c'è nulla di inutile e nulla in più.
grazie nut.
ti amo.


Pubblicato il 29/6/2009 alle 19.42 nella rubrica Diario.

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