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fino a prova contraria.

perso, nei tuoi occhi, disegno con il respiro le tue forme.
decido, di ascoltare il tuo tremore per poi perdermici senza via di fuga.
attendo che la luce ti possa accarezzare, ma solo dopo che l'ho già fatto io.
vorrei sussurrati cento parole, ma cento poi son poche.
e tu non ci sei più.
perchè fai l'errore, grosso, di ascoltare il tuo cuore.
senza curarti dei tuoi piedi.
in ginocchio, il mondo sembra più grande.
tu no, rimani come me.




Pubblicato il 4/1/2010 alle 23.38 nella rubrica Diario.

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