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il caimano, che non c'è.

non so quanto possa essere in grado di descrivere come mi sento.
certo io non sono nè un cantante, nè un musicista, nè tanto meno un pittore.
non ho molti strumenti per comunicare i miei stati d'animo.
una volta avevo i pugni, adesso neanche più quelli.
sono costretto, tutti i giorni, a resipare la mia solitudine.
le cause sono molteplici a volte banali, perchè scaturite dalla quotidianeità più spontanea e meno raffinata.
non sono certo la persona alla quale i vicini appellerebbero l'aggettivo "sola" ma ciò nonostante ho ragione di vedermi sentirmi e accettarmi tale.
forse sarebbe il caso di entrare nel merito ma non sono così sicuro di volerlo fare.
mi limito a trascrivere un messaggio che mia mamma ha scritto: adesso capisci perchè non parlo con nessuno, porta pazienza.
e io porto pazienza.
ma non sono così sicuro di volerlo fare.
a volte sono felice e hai ragione tu, ricordandomi che maledirò quei momenti con tutta la voce che mi rimane.
il rapporto più sincero che ho è quello con il mio terapeuta.
questo mi nobilita, mi avvilisce e mi fa sentire come il personaggio di un film di nanni moretti.
e sentendomi sempre estasiato dalle conclusioni che traggo, ho ragione di credere in me stesso.
allo stesso tempo, la mentalità del giovane imprenditore (che mi sta tra le altre cose sul cazzo), mi fa pensare al perchè questo potenziale non possa essere sfruttato.
poi, mi rispondo che tutto ha un prezzo che va pagato.
con o senza mastercard.

Pubblicato il 13/7/2010 alle 11.31 nella rubrica Diario.

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