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diverso e certamente solo.

Ti ho punito senza guardarti.

Ho riso della tua acconciatura, senzafar rumore.

Ho ascoltato i tuoi passi nel mattino emi hanno innervosito.

Hai lavato, senza il sangue, il piattodove hai mangiato.

Sei un buco nero che buca il nero, seiil bianco del malato, sei il freddo al mattino e il freddo alla sera,sei la pioggia al mare quando è agosto, sei l'asciugamano umido, seila nebbia, sei il padre nostro o qualsiasi altra preghiera.

Incapace di amare e il tuo cuore no,non guarirà.

Non provo pena né dolore

da adesso il mio ruolo è un pensieromalvagio

Addio.

Per sempre.


Pubblicato il 21/5/2012 alle 9.45 nella rubrica Diario.

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